Le dieci regole per fare un buon caffè

  1. Innanzitutto procuratevi una buona Moka Express di ottima qualità e senza badare a spese. Un buon caffè non può prescindere da un’ottima macchinetta. Le prime volte il caffè sarà inevitabilmente pessimo, poi col tempo migliorerà. Lavatela bene quando la usate, ma solo con acqua corrente, evitando di usare il sapone e quando la moka si usura non esitate a sostituirla con una nuova.
  2. Acquistate del buon caffè, senza risparmiare troppo sul prezzo. La miscela deve contenere almeno il 70-80% di caffè del tipo Arabica, max 30% di Robusta. Nei supermercati troverete decine di marche e miscele diverse di caffè. Potreste pure compralo a chicchi e macinarlo voi stessi.
  3. Una volta aperta la busta, conservate il caffè nel frigorifero in uno di quei contenitori di latta nei quali si vende, assicuratevi di lasciarlo ben chiuso. L’aria, il caldo, l’umidità e la luce, infatti, sono le prime nemiche del caffè e del suo aroma. Evitatelo pertanto di esporlo a questi elementi.
  4. Riempite la caldaia di acqua naturale, fino a superare leggermente la valvola di sicurezza.
  5. Riempite il filtro di caffè fino a superare leggermente l’orlo, senza pressarlo.
  6. Chiudete saldamente la moka e mettetela sul fuoco a fiamma molto bassa, affinché l’acqua si riscaldi lentamente e il processo d’infusione avvenga con i giusti tempi.
  7. Prima che il liquido inizi a fuoriuscire dal beccuccio aprite il coperchio della moka, in modo da evitare che il vapore acqueo che andrà formandosi sotto il coperchio si mischi poi col caffè. Appena il caffè inizia ad uscire però richiudete il coperchio, così da conservare tutto l’aroma.
  8. Spegnete la fiamma del gas appena comincia il gorgoglio per evitare di aggiungere acqua inutile.
  9. Prima di versare il caffè nelle tazzine giratelo all’interno della caldaia, in modo da mescolare quello uscito per primo (di solito la parte più buona) a quello uscito per ultimo.
  10. Versate il caffè nelle tazze, quel tanto che basta, senza esagerare. Zuccherate a vostro piacimento ma ricordatevi che per apprezzarne l’aroma e il sapore non deve essere troppo dolce, meglio ancora se amaro del tutto.

PS Il caffè è un piacere e prepararlo è una vera e propria arte, a Napoli soprattutto. L’invito a bere un caffè ha una sacralità e un significato che vanno molto al di là della mera tazzina. È una parentesi di relax in un mondo che sovente va troppo, troppo di corsa. Un modo per rompere il ghiaccio con qualcuno, la più semplice dimostrazione di cordialità e benevolenza e perché no, anche d’affetto. Capita alle volte, però, che si beva il caffè soprattutto per restare svegli, per studio, lavoro ecc. A quel punto è facile ricorrere a dosi massicce di caffeina, la quale è bene ricordarlo, assunta in grandi quantità è ovviamente dannosa. Ma se non trasformiamo questa abitudine nella regola, relegandola solo ad una rara eccezione, allora si può provare il c.d. “Caffè dello Studente”. Come realizzarlo è semplicissimo, bisogna prima preparare due macchinette di caffè avendo cura di versare nella caldaia della seconda non l’acqua ma il caffè uscito dalla prima, il risultato sarà esplosivo. Ovviamente il sapore sarà molto più che forte e andrà temperato con una dose extra di zucchero ma gli effetti saranno garantiti. Provare per credere.

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Una risposta a Le dieci regole per fare un buon caffè

  1. Cash ha detto:

    I don’t even know what to say, this made things so much eaesir!

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